Intelligenza Emotiva #1

Applicare sul Luogo di Lavoro le Competenze di Base – La Padronanza di se’

La Teoria di Daniel Goleman sull’intelligenza emotiva (“Lavorare con Intelligenza Emotiva” ed. Bur – pagg. 42-43) descrive con precisione che essa è composta da uno Schema ben preciso. Si suddivide in specifiche Competenze che possono essere sviluppate attraverso lo studio e la messa in pratica di concetti relativi alla conoscenza delle proprie dinamiche mentali.

La Struttura della Competenza Emotiva

Viene suddivisa in due macro aree definite : Competenza Personale e Competenza Sociale. Nell’area della Competenza Personale risiedono tre sezioni ben precise che sono :

1) Consapevolezza di sé (affrontata nel mio post precedente) che comporta la conoscenza dei propri Stati Interiori

2) Padronanza di sé che consiste nella Capacità di dominare i propri stati interiori, i propri impulsi e le proprie risorse

3) Motivazione : le tendenze emotive che guidano o facilitano il raggiungimento degli Obiettivi

L’area della Competenza Sociale è invece composta (sempre secondo la schematizzazione di Daniel Goleman) da :

1) Empatia che altro non è che la Consapevolezza dei Sentimenti, degli interessi e delle esigenze altrui

2) Abilità Sociali : quella capacità ed abilità nell’indurre risposte desiderabili negli altri.

La Padronanza di Sé : come imparare gradualmente ad acquisirla

Per acquisire la capacità di “dominare” i propri stati interiori, i propri impulsi e le proprie risorse si rende innanzitutto Necessario imparare a riconoscerle. E per fare ciò uno strumento che si può rivelare fondamentale è la Meditazione di tipo Analitico. Cosa significa tutto ciò?

Un Concetto di base della filosofia buddhista – applicabile nel quotidiano a prescindere da quale sia il nostro orientamento religioso – è che ogni cosa che sorge è della stessa natura di ciò che l’ha generata. In parole semplici : causa ed effetto.

Se si reagisce con rabbia ad un qualunque evento, tale reazione non potrà che portare effetti nefasti all’esterno e non potremo che ricevere feedback sulla stessa lunghezza d’onda. Si rende pertanto necessario comprendere…

…Da cosa è generata la Nostra Rabbia ?

Ovviamente la prima risposta che ognuno di noi fornisce è : “dal collega…”, “dal mio capo che non ha fatto…”, “proprio a me doveva capitare la sfortuna di…”.

Insomma imputiamo a ciò che è esterno a noi il nostro stato emotivo e non teniamo conto di un concetto fondamentale : l’origine di ogni cosa risiede nel modo in cui noi la vogliamo percepire. E se un qualsiasi evento o azione (anche rivolta a noi da parte di altri) si rivela per noi “nefasto”, altro non è che l’effetto della nostra predisposizione a percepirlo negativo.

Cosa fare quindi per padroneggiare tutto ciò?

Trovare il tempo per riflettere sui motivi che scatenano in noi talune reazioni. Scopriremo che l’origine delle nostre “afflizioni” dipende dal nostro punto di vista, dal nostro passato, da quelle che noi abbiamo archiviato nella nostra “biblioteca mentale” come cattive esperienze. Dipende dai meccanismi che riteniamo di “difesa” e che invece ci portano sofferenza. E scavando – analizzando in modo sereno attraverso la Meditazione analitica – troveremo in noi stessi l’origine di ogni esplosione di rabbia, di senso di inadeguatezza, di depressione.

Causa ed Effetto

Causa ed effetto: un concetto che sembra complesso, che spesso noi occidentali non consideriamo in quanto appannaggio di religioni astruse o filosofie lontane dal nostro modo di pensare ed agire. Eppure un concetto applicato abilmente dalle Scienze…

Guglielmo Margio

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