Empatia e Azienda

Un Binomio PossibilePensare che il concetto di Empatia in Azienda sia esclusivamente appannaggio da stili New Age è un errore di valutazione imperdonabile. Oggi ancor più che in tempi passati poiché siamo tutti immersi nell’era della “condivisione”. Se si desiderano rapporti professionali trasparenti e collaborativi non ci si può esimere dal valutare i punti di vista di chi ci sta di fronte.

E’ assolutamente comprensibile che sino a qualche tempo fa l’Azienda, di qualunque dimensione essa fosse, avesse come costume il prendere le decisioni e “calarle” dall’alto senza alcuna condivisione con chi, proprio in virtù di tali decisioni, ne subisse le conseguenze.

Probabilmente vi era anche una predisposizione generazionale ad accettare comportamenti autoritari : il concetto stesso di educazione (in casa ed a scuola) o di partecipazione alla vita pubblica era in qualche modo passivo.

Oggi non è più così

Esattamente pochi giorni fa mi sono confrontato con una situazione complessa ed il mio ruolo mi ha imposto, come è giusto che sia, di fare da “filtro”.

Ciò che mi ha stupito piacevolmente è stata proprio l’evidenziazione, da parte dei dipendenti, della volontà di essere sempre più coinvolti emotivamente nelle decisioni prese. In sintesi : emerge sempre più l’esigenza di una condivisione che ha come conseguenza naturale l’accettazione di direttive o di cambiamenti con minori resistenze. Io leggo tutto ciò come “senso di appartenenza” !!

Empatia non significa affatto “Volemose Bene!”

Empatia da parte di un Leader non ha niente a che vedere con il fare proprie le emozioni altrui o il cercare di compiacere tutti. Sarebbe una catastrofe. Significa semplicemente considerare con rispetto e attenzione ciò che provano i dipendenti (soprattutto in momenti in cui le direttive impattano in maniera diretta su di loro) e quindi prendere decisioni intelligenti.

L’Empatia crea Risonanza

In pratica rende il Leader meno distaccato, meno avvezzo alla cruda realtà di mercato: elimina l’asetticità.

Che strategia adottare per creare “risonanza” in ambito lavorativo?

La capacità di essere empatici o la volontà a voler sviluppare questa caratteristica risiede proprio nell’autoconsapevolezza. Un Leader che si trovi a gestire OGGI delle risorse, deve imparare (o sviluppare nel caso ne avesse già le basi) le qualità del saper cogliere i sentimenti ed i punti di vista altrui. Senza che questo intacchi la capacità di gestire comunicazioni scomode se non addirittura traumatiche (riduzioni di personale o ristrutturazioni con trasferimenti di sede).

Ed ancora più in caso di progetti sfidanti che coinvolgano le persone verso il raggiungimento di obiettivi di incremento vendite o risultati.

Le aziende devono quindi dotarsi di manager che abbiano queste qualità o, nel caso fosse necessario, strutturare dei percorsi formativi adeguati per lo sviluppo di tali caratteristiche.

Le persone dotate di empatia sanno entrare in contatto con maggiore facilità con i propri interlocutori, siano essi clienti, dipendenti o fornitori. Sono dei veri e propri assi! In un mondo sempre più globalizzato e pieno di sollecitazioni alla condivisione, oggi non è più sostenibile un leader o manager che non abbia queste doti. Il rischio è, ribadisco OGGI più che mai, la perdita di clienti e Collaboratori validi che spesso, proprio grazie alle doti empatiche di un manager, possono decidere di non abbandonare l’Azienda e destinare il proprio talento alle attività svolte per il proprio datore di lavoro.

Guglielmo Margio

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