La Ricerca della Felicità

Che relazione ha La “Hygge” Danese con il Monaco Matthieu Ricard?

Nella giornata che celebra la felicità mi sono imbattuto in post ed articoli di vario tipo su Social e Quotidiani. Si parla e si scrive tanto di felicità e questo sembra più che ovvio: chi non vuole essere felice?

Ma partiamo dalla Danimarca

Lo sapevi che I Danesi sono stati eletti per ben quattro volte gli abitanti del paese più felice del mondo? Io, onestamente l’ho scoperto da poco e mi sono documentato. Ci sono vari libri (basta cercare la parola Hygge su Google o Amazon) che descrivono nel dettaglio il motivo per cui sono il popolo più felice del mondo (da siciliano immagino che uno dei motivi NON sia il clima…ma questo è soggettivo).

Volendo riassumere molto ed evitando di banalizzare (anche perché trovo l’argomento davvero interessante), diciamo che è una “visione” della vita che rende i nostri vicini del nord Europa così felici.

La Felicità non è la Meta da Raggiungere ma la via che si percorre

Troppo semplicistico? A quanto pare la capacità di godere delle piccole cose, del trasformare la propria casa – piccola o grande che sia – in un luogo confortevole, di abbandonare lo stress una volta lasciato il luogo di lavoro, è cosa più semplice a dirsi che a farsi.

Pare quindi che questo allegro popolo del nord sia capace di ritagliarsi spazi per coltivare la propria felicità è che tutto questo abbia avuto impatto sull’organizzazione del sociale e sul mondo del lavoro. Vivere “hyggelig” è possibile ed a costo zero: consiste semplicemente nel prendersi cura del proprio tempo, coltivando affetti e passioni e soprattutto facendolo in modo “godereccio”. Credi di esserne capace? Tutti lo siamo…basta cambiare alcune piccole abitudini.

Personalmente provo a vivere un pò “Hyggelig” facendo pratica in questo modo (e spero che possa essere utile anche a te) : quando mi assale una sensazione di agitazione derivante dal lavoro o da questioni personali “stacco la spina”. Si, proprio così: immagino che il mio cervello sia collegato ad una presa elettrica e socchiudo gli occhi (anche in presenza di altre persone è possibile farlo, ma con moderazione, per evitare che pensino che ci si stia appisolando mentre parlano. Non sarebbe molto educato). Porto la mia concentrazione sul respiro : conto come se fossi un bambino delle elementari, da 1 fino a 10 ed indietro da 10 sino a tornare ad 1. Al numero 1 inspiro, al 2 espiro…e così via. E lentamente mi sforzo a portare la mente su pensieri positivi (non dirmi che non ne hai…).

Quindi: Don’t worry, Be Hygge!!

E adesso Matthieu Ricard…sai chi è?

Anche questo argomento merita approfondimento ma la mia intenzione era fornire qualche spunto: sta a te comprendere se ti interessa andare più a fondo.

Matthieu Ricard è definito l’uomo più felice del mondo. Nato nel 1947, francese, ricercatore, nel 1972 abbandona la carriera in ambito scientifico per iniziare il percorso che lo porterà a diventare un monaco buddhista. Oggi è il principale traduttore dal francese di Sua Santità il Dalai Lama e collabora con il Mind And Life institute.

Anche in questo caso, cerca su YouTube alcuni video su di lui.

I Tre Elementi che “avvelenano” la nostra mente

Per comprendere la base del suo pensiero è necessario avere un minimo di dimestichezza con i concetti del Buddhismo Tibetano, ma provo a riassumerne uno: attaccamento, odio e avversione sono i tre veleni della mente.

Questi veleni non sono affatto derivanti dall’esterno ma sono frutto della nostra mente. Pertanto, essendo essi alla base della nostra infelicita’ ma creati dalla nostra mente, indovina un po’ chi è la fonte del nostro malessere? Lascio a te le conclusioni.

Concludo indicando in basso una sua citazione che spiega in dettaglio quanto detto sino ad ora: “C’è davvero qualcosa al mondo che sia universalmente e unanimemente riconosciuta bella? Come recitano i versi di un Canone buddista: “Per l’innamorato, una bella donna è un oggetto di desiderio; per un eremita, motivo di distrazione; per un lupo, soltanto un buon pasto”. Allo stesso modo, se un oggetto fosse intrinsecamente ripugnante, ognuno avrebbe dei buoni motivi per tenersene alla larga. Ma la realtà dei fenomeni è ben diversa, noi non facciamo che attribuire determinate qualità a cose e persone. In un bell’oggetto, non c’è una qualità intrinseca che possa essere di beneficio alla mente, così come non c’è nulla che possa nuocerle in un oggetto brutto. Così dovremmo considerare che se noi percepiamo qualcuno come un nemico, ci sono sicuramente altri che hanno per quella stessa persona un grande affetto…”

Ti è stato utile in qualche modo conoscere, anche se in superficie, queste due facce della felicità e soprattutto di quello che può generarla?

È ovvio che ogni cosa va molto approfondita…ma come inizio potrebbe non essere male. Che ne pensi?

Lasciami un commento e se hai trovato utile questo post, metti un like.

🙏

…al prossimo Post

Guglielmo Margio

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