Controllare la Rabbia

E’ possibile? E soprattutto, quali vantaggi porta? Inizia ad immaginare una storia comune che potrebbe capitarti domattina. Sei in auto per recarti al lavoro, ti fermi allo stop e rispetti le precedenze ma quando è il tuo turno un’altra auto ti taglia la strada. Freni di colpo e riesci a non avere un incidente per pochi centimetri. Pensiero immediato : “Brutto Bastardo!”. Riesci a riprenderti dallo spavento e lentamente ti riavvii ma in quel momento un’altra auto dietro di te inizia a “clacsonare” perché hai una andatura molto lenta. Ecco il momento clou della storia. I tuoi istinti più bassi si fanno strada e hai la tentazione di fermarti, andare per strada ed insultare (nella migliore delle ipotesi) l’automobilista che ha osato rivolgerti quel gesto.

Cosa capita alla mente in certi momenti?

La rabbia, detta in maniera molto semplificata (non sono un esperto di Neuroscienze né uno psicologo…ma un buddhista da strada) ha due origini : una nella parte più profonda del nostro cervello che è quella più primitiva. In breve : l’automobilista 1 ha messo a repentaglio la mia vita, il mio cuore inizia a battere velocemente ed il mio corpo si prepara al combattimento o alla fuga. L’altra, più razionale, che fa montare la rabbia con una serie di ragionamenti più razionali. Esempio: l’automobilista 2 “ha osato strombazzare senza aver capito cosa è successo, adesso lo seguo. Magari vedo dove lavora ed una volta che ha parcheggiato l’auto….”. Ecco la “zona” in cui è necessario intervenire. Inserirsi nell’ambito di quella catena di emozioni negative ed interromperla con una valutazione razionale del punto di vista “dell’altro”.

La rabbia, in qualche modo, “ci piace”

Non fraintendermi, però ammettilo: quel sentimento che monta e sul quale ti fermi a rimuginare sulla collega così antipatica e aggressiva, sull’addetto alle Poste così indisponente o quel commesso così sgarbato…un pò ti piace. E’ adrenalinico in qualche modo, no? Ciò che probabilmente non sai (così come non lo sapevo io se non avessi letto alcuni libri) è che la Rabbia abbassa in qualche modo la soglia della prossima arrabbiatura. Provo a spiegarmi meglio: l’eccitamento derivante da un forte sentimento di rabbia tende ad estendersi nel tempo e condizionare il resto di tutte le azioni successive. Risultato : si auto-alimenta. Nonostante passino le ore può capitarti che la persona o l’evento che hanno causato la tua rabbia siano ancora molto presenti nella tua mente. Questo con risultati disastrosi in cui possono incappare anche persone che nulla hanno a che vedere con il tuo malessere e verso le quali rischi di riversare le frustrazioni e il nervosismo. A lungo andare tutto ciò, cosa ormai nota a medici e studiosi, porta problemi a livello cardiaco ed una serie di altre ripercussioni importanti sulla salute.

Fermare l’onda della Rabbia

Sono arrivato al punto. La rabbia non è sempre “cattiva” in quanto, sin dalla preistoria, la sua origine – come hai visto – deriva da un sistema di auto difesa. Il problema sorge con il “dopo”. L’onda che si genera, la tempesta emotiva che può travolgerti e portarti a ragionamenti sempre più contorti. E gli effetti negativi sul mondo di persone e cose che ti circonda.

Un esempio: ti hanno minacciato “simbolicamente”, hanno attaccato la tua autostima e/o la tua dignità di persona…

…magari in ufficio o anche in famiglia. Ecco che in questi momenti “fantastichi” in maniera negativa su persone o eventi che ti hanno messo in discussione o ostacolato i tuoi obiettivi. Quindi…

Rimedio: Focalizzati e disinnesca la tua rabbia

Un modo per disinnescare il meccanismo è fermarsi sui propri pensieri e metterli in discussione. Come se tu fossi una persona “terza”. Valutato il primo effetto innescato dall’istinto di sopravvivenza, adesso rivaluta tutti gli altri pensieri con un focus specifico sul punto di vista anche dell’altro (anche se l’altro probabilmente è la persona che più ti sta antipatica). Questo “fermarsi” va messo in atto in maniera molto tempestiva, ovviamente prima che l’onda prenda il sopravvento. Diciamo che è una attitudine che si sviluppa nel tempo e necessita di molto esercizio. Ma inizia a farlo da domani!.

Sii “egoista”…Respira, cammina e spegni l’incendio.

…allora, parliamoci chiaro. Non ti sto dicendo di diventare un Monaco Zen in 24 ore. So molto bene che certe abitudini mentali sono dure a morire e soprattutto – come abbiamo visto insieme – a volte, un pò, ci piacciono pure. Ti senti eccitato quando sei in una condizione di rabbia…no? Magari ti sfoghi con l’amica, parli per ore di quell’altra persona o degli eventi sfortunati. Ti “accendi” per la politica e ti scagli contro il mondo.

Ma ogni cosa va gestita in modo consapevole. Persino Aristotele ammoniva affinché la collera fosse sempre “misurata e appropriata”.

Prenditi quindi del tempo e valuta anche il punto di vista dell’altro…genera nella tua mente delle ipotesi alternative e “staccati” dalla tempesta ⛈

…ritorniamo all’automobilista…

…non è necessario un perdono totale, ma valuta l’opportunità che magari andasse di fretta perché aveva ricevuto una telefonata che gli comunicava che uno dei suoi cari stava molto male. Probabilmente era fuori di sé e, anche se ciò non giustifica il suo comportamento pericoloso, era dettato da una mancanza di lucidità. Ti ripeto…non è perdono non praticabile da persone “normali” come me e te. E’ la valutazione di un punto di vista…ma soprattutto è un trucco. Un modo per “ingannare” la mente, per prendere tempo, per valutare opzioni che non trascinano i i pensieri nella tempesta della rabbia.

E’ anche un modo per essere più lucidi.

Se si viene attaccati…

La rabbia non ti aiuterà di certo a trovare le soluzioni opportune. Anzi ti trascinerà anche nella sfera personale a non avere rapporti sereni e, come sai bene, anche gravi problemi di salute. Ma soprattutto non ti rende lucido e razionale al punto giusto.

Se ritieni di essere stato oggetto di attenzioni non proprio positive da colleghi o superiori, se il tuo partner ritieni non ti capisca, se nella sfera di amicizie pensi di avere subìto un torto…dopo la prima reazione “limbica” (da uomo o donna delle caverne) di difesa, Fermati!

Respira, fai una passeggiata “meditativa“, prendi 5 minuti di pausa dal lavoro e valuta anche altri punti di vista. Il collega che probabilmente ha un problema di salute o familiare, il superiore troppo egocentrico che di certo paga personalmente le sue problematiche. Avrai consentito alla tua mente di effettuare una escalation al contrario rispetto al montare della rabbia e troverai di certo benefici anche nei rapporti con gli altri. Perché? Semplicemente apparirai, nel tempo e con l’esercizio, sempre più equilibrato ed ispirerai più fiducia.

Al prossimo Post

Guglielmo Margio

Non devi diventare un Guru! Utilizza la tua mente a tuo vantaggio.

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Foto del Post tratte da : Unsplash.com

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