Allenarsi alla Contentezza

Riflessioni dall’intervista a Tiziano Terzani: “Accontentarsi”.

Sei d’accordo sul fatto che non sia facile sentirsi contenti? Basta analizzare per un momento il modo in cui procede la giornata o semplicemente alcuni aspetti della propria vita. Essere contenti però non è uno stato che può mantenersi perenne…bisogna essere realisti. E poi cosa sarebbe la contentezza senza il suo esatto contrario, i momenti in cui ci si sente giù?

Ciò che però mi interessa condividere con te è una domanda: quanto siamo allenati alla contentezza? Riporto quindi alcuni estratti da una intervista a Tiziano Terzani in cui il grande giornalista e scrittore descrive il “perché” non ci si sente contenti.

La competizione.

Tu pensa : un ragazzino oggi va scuola ed invece di scoprire il mondo e le sue regole, le sue meraviglie, la prima cosa che gli imponiamo è essere concorrente del suo vicino. Deve essere il primo della classe.

Ecco uno dei motivi per cui si rischia di compromettere il proprio stato d’animo, virando verso tensione e stress. E’ ovvio che sia una scelta e decidiamo noi se essere competitivi o meno. Ma l’essere cresciuti in una società che lo impone come “modello” potrebbe non aiutare. Una sana competizione con sé stessi è produttiva e porta a migliorarsi (se ti va, leggi il mio Post dedicato a questo argomento). Vivere in contesti in cui o si compete o si soccombe magari non lo è. Ma questa è una mia opinione.

L’economia

Tu pensa l’economia. Oggi si dà i premi Nobel a questi economisti bravi, che con i loro modelli matematici riescono a prevedere la Borsa di Hong Kong tra vent’anni.

Ma chi se ne frega!!

L’economia dovrebbe essere fondata sulle esigenze dell’uomo. L’economia dovrebbe essere fatta non per i criteri economici, ma per l’uomo.

La crescita. Ma siamo sicuri che il progresso deve essere solo crescita?

Oggi l’economia è fatta per costringere tanta gente a lavorare a ritmi spaventosi per produrre delle cose per lo più inutili che altri, lavorando a ritmi spaventosi, possono comprare.

E poi eccoci arrivati al punto cruciale : ciò che fa girare il mondo. Soldi, economia. Fondamentali, ma quanto tempo della giornata occupano? Non intendo solo la quantità di attenzione che nella nostra mente viene ad essi dedicata, ma anche per produrli. Esempio: quante ore dedico al lavoro per la mia retribuzione? Quanto tempo rimane nella mia giornata da destinare a ciò che veramente mi piace? E’ solo una riflessione…so molto bene che per quasi tutti non è possibile sottrarsi ad un certo stile di vita. Ma quanto questo stile è condizionato dal produrre per consumare?

A proposito dell’essere contenti.

L’intervista a Tiziano Terzani si conclude così:

Io trovo che ci sia una bella parola in italiano e che è molto più calzante della parola “felici”…che è “contenti”.

Accontentarsi. Uno che si accontenta è un uomo felice. Perché questo è un sistema fondato sulla crescita dei desideri…c’è sempre un desiderio che ti appare irraggiungibile. Bene, questo “sistema”, rende tutti infelici.

Nonostante tutto, nulla può impedire di allenarti alla contentezza.

A questo punto mi sento di scrivere il mio personalissimo modo di fare “palestra” ed allenarmi alla contentezza con una doverosa precisazione: non sono per nulla bravo a farlo. Quindi per il mio modo di essere rappresenta uno sforzo immane. Ma cosa cerco di mettere in pratica? Innanzitutto parto da ciò che attualmente possiedo e che mi dà soddisfazione. Attenzione…non parlo di beni materiali. Che sia un tragitto di strada o un caffè al bar, io mi concentro sul mio piacere. Poi lavoro un po’ dì fantasia e rivolgo la mia attenzione al futuro.

Visualizzo: in alcuni momenti mi sforzo a fermarmi e “pensarmi” in una condizione che mi renderebbe ancora più contento rispetto a quanto non sia oggi.

Mi “vedo” mentre faccio ciò che mi piace. Questo sistema di pensiero aiuta, non ti rende necessariamente un sognatore e spesso racchiude soluzioni. In che senso?

Se ci si visualizza spesso felici in un luogo specifico o facendo un certo tipo di lavoro o coltivando un hobby…non è che forse è proprio ciò verso cui si deve tendere? È importante comprendere questo. Perché visualizzando si progetta e si riesce anche a cambiare in meglio. Si riesce a mettere a fuoco ciò che ci sta stretto e che quindi, gradualmente, andrebbe eliminato.

In conclusione, seguire i preziosi consigli di Tiziano Terzani: non farsi incastrare da meccanismi perversi di competitività e ricerca di beni materiali. Quindi accontentarsi nel senso di godere di ciò che si dispone. Alla fine (ma questa è la mia visione) proiettare il proprio film del futuro.

A proposito di film…ti piacerebbe sapere come vedo il mio futuro pieno di contentezza? Guarda la foto in basso.

No, non è come sembra. Non mi piacerebbe essere un fotografo naturalista. Il modo in cui è costruita, nella sceneggiatura, la visione della vita del personaggio interpretato da Sean Penn…ecco, quello mi ispira davvero tanto.

Però, se non hai visto il film “I sogni segreti di Walter Mitty”, di certo non ti sarà chiaro.

Ma questo argomento lo affronterò in un prossimo Post.

Quindi buon allenamento alla contentezza. Ah…dimenticavo una ulteriore precisazione: frequentare la palestra della contentezza è gratis! Comincia subito se ti va…

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Al Prossimo Post.

Guglielmo Margio.

Per vedere l’intervista integrale su YouTube a Tiziano Terzani clicca QUI.

Se vuoi collegarti al sito ufficiale di Tiziano Terzani clicca QUI.

Foto da Google e dal sito Unsplash.com

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