Sei più Tigro oppure Ih-Oh?

Davanti ad una birra…2 Modi di affrontare le difficoltà secondo Winnie the Pooh.

Decidere se essere Tigro oppure Ih-Oh può fare la differenza nel raggiungimento di un certo modo di vedere la vita. E’ possibile trovare qualcosa di strano nelle persone inguaribilmente ottimiste. A prima vista è come se avessero preso una qualche pillola per la felicità e questo può risultare destabilizzante e dare un pò su i nervi, soprattutto dal punto di vista di chi ha una carattere opposto.

Sto leggendo un libro dal titolo il “Il Buddha Geoff e Io“. Nella prima parte il protagonista incontra questo personaggio di nome Geoff che è definito il Buddha del quartiere. Davanti ad una birra hanno un dialogo che chiarisce alcuni aspetti del “prendere la vita” in un certo modo.

Il protagonista è depresso ed in difficoltà sul lavoro e Geoff tenta di spiegargli la sua filosofia.

“Nemmeno a me viene naturale essere ottimista”.

E’ questo che Geoff confessa al protagonista, al che questi gli domanda: “Ma allora te lo imponi di esserlo?”.

Non proprio. Ma ci devo lavorare su. Voglio dire che in fondo sono un pò Ih-Oh. Mi aspetto che le cose vadano male o che falliscano. E molte volte succede, ed è la prova che avevo ragione.

Solo che ho anche un pò di Tigro in me. E Tigro ha sempre voglia di fare, no? L’eterno ottimista. Quindi c’è questo scontro costante, e nel corso degli anni ho imparato che è meglio incoraggiare Tigro e dire a Ih-Oh di levarsi dai coglioni, perché se vince lui probabilmente non concluderò nulla o perderò – e così dimostrerò di aver avuto ragione. Ma qual’è il risultato? Fallimento. E chi è che lo cerca?

Aspettarsi di vincere o perdere è solo abitudine?

Non è solo questo, ma in generale l’atteggiamento mentale ti predispone in qualche modo alla vittoria o alla sconfitta.

Sono tantissime le storie di persone che hanno raggiunto grandi risultati o semplicemente realizzato ciò che volevano nella loro vita grazie ad alcune caratteristiche.

Non è solo questione di quoziente intellettivo.

Certo aiuta avere un certo livello di materia grigia, ma in fondo ciò che realmente fa la differenza è il modo di affrontare le difficoltà, la determinazione e la perseveranza. Elementi che non fanno parte della sfera intellettiva…ma di quella emotiva.

Geoff continua il suo ragionamento:

E’ come essere allenati. Non ti garantisce di vincere la gara, ma porca miseria, ti dà molte più possibilità rispetto a chi è senza fiato dopo dieci metri. L’unico trucco è che per mettersi in forma, e per non rimanerci, ci vuole uno sforzo, quindi devi farlo diventare un’abitudine.

…E’ un lavoro difficile!

E’ questo che obietta il protagonista del libro. Al che Geoff conclude dicendo :

Beh, se vuoi rimanere uno stronzo debole, triste e depresso accomodati. Non fare niente.

Sedersi al tavolo con le medesime abitudini può essere controproducente anche se confortevole. Magari sarebbe meglio prendere una birra con un amico che, anche se ti “scazzotta” un pò, ti mostra un punto di vista differente. Che poi quest’amico sia reale, un libro oppure ancora un Post su internet…che importa?

Come intitolava Woody Allen in un suo strepitoso film: “Basta che Funzioni“.

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Al prossimo Post.

Guglielmo Margio

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