Travolti dalla sindrome di Amazon.

Per noi occidentali è davvero così difficile raggiungere la saggezza?

Clicca, guarda, compra. Compra, riclicca e guarda di nuovo per comprare i “consigliati per te”. Fallo subito e se non adesso fallo entro mezzanotte. Febbre da superfluo che distrae tutti, in un mondo che fino a ieri cercava su Google ogni sua risposta. Oggi non più: lo fa su Amazon. Ma cosa ci succede? Difficile a dirsi, come in una tempesta perfetta prevista dal meteo online, ci siamo fatti travolgere mentre scattiamo un selfie. Non è mirabolante?

Come possiamo, in queste condizioni, raggiungere un minimo di saggezza?

Per noi occidentali è obiettivamente difficile raggiungere uno stato di pacificazione mentale, soprattutto se non acquistabile recandoci all’Ikea. Non è casuale l’accostamento. Perché la saggezza va proprio costruita come la libreria Billy, pezzo per pezzo, seguendo metodo ed evitando con cura di perdere anche un solo bullone.

Mi affido quindi ad un consiglio del Maestro Buddhista Lama Yeshe, più volte citato nel mio Blog.

Il Maestro affermava che ottenere la conoscenza che sorge dalla saggezza dipende dall’individuo, non dal luogo da cui proviene o dal contesto in cui vive.

Non è affatto necessario abbandonare gli agi materiali…però bisogna sviluppare la chiara comprensione che tutti questi oggetti non sono l’unica cosa importante della vita.

Il Problema non è rappresentato quindi dalle cose di cui ci circondiamo o dalla frenetica vita a cui inconsapevolmente (o peggio se è il contrario) aspiriamo.

Il Problema è l’attaccamento verso gli oggetti, il modo in cui pensiamo ad essi e spesso l’ossessione verso di loro.

Quanto intensamente pensiamo all’acquisto di un soprammobile in più o del nuovo modello di smartphone. Quanto tempo occupa il riflettere su come e quanto risparmiare sul prossimo acquisto online. Il non rendersi conto di “farsi gestire” da questi pensieri.

Crescere, andare avanti nella conoscenza di sé stessi non è poi così complicato. Viviamo in un’epoca – inutile negarlo – in cui i beni materiali ed i modelli di vita “ricchi, realizzati e felici” non sono poi così irraggiungibili. Quindi perché lasciarsi abbindolare come se tutto fosse una offerta dell’ultimo minuto?

Non appena ci si sente assaliti da tempeste ormonali Amazoniane o dalla “Febbre del Sabato all’Ikea”, perché non fermarsi un minimo ad analizzare i propri stati mentali in quell’istante? Magari ci si rende conto di agire sotto uno spinta più emotiva che razionale.

Comunque nessuno mai ci impedirà di tornare a sbirciare online o di dedicare qualche sabato all’Outlet. Nessun pericolo. L’unico rischio potrebbe essere quello di utilizzare un pò meglio le capacità di autocontrollo e consapevolezza. Che male c’è?

Il Problema vero è l’attaccamento verso cose e modelli. Cercate di lasciare perdere l’attaccamento, qualsiasi cosa possediate…qualunque cosa vogliate diventare: potrete ottenere la conoscenza e la consapevolezza che derivano dalla saggezza.

Lama Yeshe

Al Prossimo Post

Guglielmo Margio

Foto dal sito Unsplash.com

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