Alabastro.

Un Artigiano fuori dal Tempo.

Mi ci sono ritrovato per caso. Passeggiando per le vie di Volterra, questa sedia ha attirato la mia attenzione. Mi ha subito riportato alla mente ricordi della mia terra, di quando le donne sedevano davanti l’uscio delle proprie case a commentare i passanti. Anziane sapienti e pettegole che riempivano di parole i caldi pomeriggi estivi. Ma in genere le sedie erano più di una, disposte a semicerchio per agevolare il fluire delle parole. Questa no. Allora era indispensabile sbirciare nella bottega attigua per capire a chi potesse appartenere quello strumento di riposo scalcinato. Un’unica sedia, solitaria. Mi ha fatto pensare ad una sorta di contenitore, un vaso di pensieri creativi e ricordi. E scopro finalmente il “mistero”. Alabastro.

Un micro bottega di un artigiano dell’alabastro, un cunicolo di macerie realizzate ad arte. Un guazzabuglio di pensieri ed immaginazione riportate su un materiale affascinante di cui conoscevo appena l’esistenza. Un artista da strada immobile nel luogo e nel tempo. Ed in quell’esatto momento ho provato sentimenti contrastanti. Il primo è stato l’ammirazione: immagino che vivere come sommersi dalla propria creatività , senza lasciare un solo centimetro al quotidiano moderno, sia eroico e nello stesso tempo folle. Non un accenno alla modernità, non uno schermo a cristalli liquidi per proiettare le immagini patinate delle proprie creazioni. Non un sito web per promuovere la propria arte. Solo un ingresso ed una finestra sul mondo. Quale? Guarda in basso la foto.

Se non fosse stata realmente usurata dal tempo avrei pensato ad una finzione, ad una simulazione del vecchio. Non siamo più abituati a confrontarci con il passato e quando lo si ritrova si è portati a pensare che sia una riproduzione fatta ad arte. Invece no. Tutto realmente esistente nella sua bellezza, composta da mani sapienti e tempo che scorre senza alcun tentativo di contenimento.

Libertà.

Parlavo di sentimenti contrastanti. Il secondo è stato quello di invidia. Lo ammetto, anche se è difficile farlo. Invidia nel totale senso di libertà che si cela nella scelta di questo artigiano. Non è difficile immaginare quanto sia stata una non imposizione il fatto di dedicare la propria vita al creare immagini reali da duri pezzi di alabastro. E di farlo in un luogo minuscolo, quasi a voler contenere creazioni, pensieri e ricordi evitando che si potessero disperdere. E come unico sfogo una sedia, decisamente malridotta e decisamente non confortevole. A voler dire : “Il mondo esterno non può essere escluso, ma dedicagli poco tempo. Non esagerare”.

Al prossimo Post.

Guglielmo Margio

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