Serendipity

La Felicità per puro caso.

Il termine, tradotto in italiano, indica “la fortuna di fare felici scoperte per puro caso e, anche, il trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne stava cercando un’altra.” (Fonte Wikipedia).

Mi viene in mente l’immagine di un pescatore che tira in mare la rete e che, tirandola su, trova la qualità di pesce più pregiato che abbia mai visto. Felicità alla stato puro, inaspettato giro della ruota del destino oppure, per chi non si affida al fato, incastro di elementi propizi grazie al proprio karma. Liberi di interpretare come si preferisce.

La Preparazione.

Non è del tutto sbagliato affermare che ognuno prepari in anticipo le proprie reti, volendosi afferrare ancora all’immagine del pescatore. C’è sempre un lavoro dietro il risultato, aspettative e visioni. La mente viaggia ed immagina, spesso senza alcun supporto concreto. Ma ogni buon pescatore sa bene che è necessaria una barca solida, dei buoni remi, la conoscenza del mare e delle condizioni meteorologiche. Conosce alla perfezione i propri strumenti di pesca e si accerta che nelle reti non vi siano falle. Tutto deve essere in qualche modo ancorato a delle regole. Ma non appena la prua della barca tocca le onde e lui sale su, dato il primo colpo di remi, ha la sensazione netta che non tutto è sotto il proprio controllo.

E si affida anche al caso.

Calcolo delle probabilità.

E così capita che, come pescatori, a volte andiamo alla ricerca del nostro bottino di felicità buttandoci nel mare degli imprevisti, che per fortuna non sempre sono spiacevoli. La legge delle probabilità funziona, anche se si tende a dare più importanza alla possibilità che non tutto vada per il meglio Abbastanza ovvio per esseri ordinari come noi. Istinto di sopravvivenza derivante dai nostri antenati delle caverne: prevedere prima il peggio. Ma rimane la matematica a supporto della “serendipità”, offrendoci occasioni di felicità casuali.

A me è capitato proprio qualche giorno fa e voglio raccontarlo.

Il Luogo.

Un brevissimo periodo di vacanza in un Agriturismo, pochi giorni programmati online con zero margini di rischio. Una barca “quasi” sicura, un mare certamente calmo grazie alle App meteo, reti e strumenti di pesca efficaci ed efficienti. Si parte, anche se devo ammettere, come accennavo prima, che la mia barca, una vecchia Multipla Fiat più simile al carrozzone di Mangiafuoco che ad un auto, presenta più di qualche falla. Ma non mi ha mai tradito, perché dovrebbe farlo proprio ora? A volte si stabilisce un rapporto con degli oggetti che va oltre il razionale. A me è capitato rare volte, ma con la mia vecchia auto sento di avere un legame che va oltre l’utilizzo di un mezzo di trasporto nudo e crudo.

Inizio del Tragitto.

Diario di viaggio scritto con programmazione delle tappe, giorno per giorno. Ogni cosa avrebbe dovuto funzionare. Ma non accade ciò che con tanta precisione si era programmato. Il luogo riserva una sorpresa. Un paesaggio mozzafiato sulle colline Toscane, una posizione magica che ti travolge facendo saltare ogni piano.

La scoperta che il fermarsi può essere molto più attraente che il muoversi e che ogni tappa programmata possa essere un disturbo. Quindi necessario riprogrammarsi e cedere alla “serendipità”, accettare il regalo nella rete buttata tra le onde qualche ora prima.

Navigatori per Pescatori?

Da quel momento, e per tutti i giorni successivi, ho tentato di seguire il mio programma di escursioni ma persino il mio navigatore satellitare, appena acquistato per l’occasione, si è rifiutato di funzionare.

Potrà sembrare una descrizione romanzata ma giuro che, durante il secondo giorno di permanenza, nello stabilire una tappa da raggiungere sul suo display, è accaduta una cosa folle. Dopo un tragitto di oltre quaranta minuti tra le colline toscane, tra uno “adesso svolta a destra” ed un “all’incrocio svolta a sinistra”, mi ha riportato al punto di partenza.

Incazzatura sublime e reso immediato ad Amazon del prodotto acquistato. Solo dopo ho compreso ciò che mi stava accadendo: era evidente che dovessi rimanere in quel luogo. E’ così ho fatto. Mi sono abbandonato alla “Serendipità” che mi toccava in questa occasione. Ho respirato a pieni polmoni, ho lasciato che il mio sguardo si soffermasse sul tramonto, mi “sono lasciato in pace” per qualche giorno.

Una pesca fortunata.

Ho tirato su la rete trovando il meglio che potessi sperare. Quindi un grande grazie al luogo (che indicherò in basso – ma non è pubblicità!), alle colline toscane, al “non più mio navigatore satellitare” ed alla mia scassatissima auto. Ma soprattutto un grande grazie alla mia famiglia, che alla luce di quei tramonti, ho potuto godermi come poche volte mi è capitato di poter fare.

Auguro quindi a tutti grandi e casuali momenti di Serendipità!

Al Prossimo Post.

Guglielmo Margio.

Foto da Unsplash ed originali realizzate da me.

Agriturismo Villa Opera – Volterra.

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