Qual é il tuo pensiero Felice?

Tra le nuvole con Peter Pan.

A volte capita di sentirsi infelici. Non si capisce bene il perché, sembra che non ci sia un apparente motivo. Eppure si avverte come un peso sul petto, il cuore appesantito da strati di marmo, la mente appannata da smog. Persino Amleto diceva : “Io ho ultimamente, ma perché non so, perso tutta la mia allegria”. Sono frammenti, fotogrammi di vita quotidiana. Come se un filo di metallo arrugginito venisse allacciato alla propria giornata obbligando a trascinarsi.

Nel film “Hook” in cui Robin Williams interpreta un Peter Pan attempato, è proprio questo il motivo che lo tiene ancorato a terra e non riesce a fargli spiccare il volo per salvare suo figlio dalle grinfie di Capitan Uncino. Quella mancanza di capacità di trovare il proprio pensiero felice. Quell’angolo nascosto nelle stanze della propria mente che se riscoperto mette le ali ai piedi e consente anche al più appesantito degli angeli di volare.

Ma dove si trova il pensiero felice? Ognuno ne ha in serbo almeno uno e purtroppo capita che si tenga nascosto perfino a se stessi. Chissà quali paure lo seppelliscono tra gli stracci delle proprie afflizioni. Quali convinzioni che non sia realistico, pragmatico. Un tesoro di cui si ha la consapevolezza di essere padroni ma che non si trova più, un mazzo di chiavi perso nei meandri di una borsa grande come le paure più buie.

Eppure è semplice riuscire a scovarlo. Basterebbe per esempio fermarsi, mettersi a braccia conserte ed iniziare a pensare, a riflettere con attenzione su cosa si ritiene veramente importante. Riflettere, osservare con attenzione, quindi agire di cesello, come un giardiniere con cesoie affilate e precise. Iniziare gradualmente a tagliare rami secchi. Pensieri e situazioni, condizioni di vita e presenze che inquinano il nostro paesaggio interiore. Che non ci consentono di analizzare con attenzione ciò che realmente si vuole essere. Che sono un fastidioso rumore di fondo, scarabocchi a matita sul nostro acquerello.

Il nostro pensiero felice si cela proprio dietro tutte le brutture, al di là delle case abusive costruite dal nostro quotidiano più banale. E se ci si arma di coraggio e pazienza e ci si ritrova, si inizia a riscoprire quello che in realtà è la propria natura più sincera. Smettendo di convincersi che non esista nulla che ci possa far sentire più felici, di cambiare in meglio la nostra condizione. Non abbandonandosi tra le grinfie di Uncino che se la gode al solo cenno di uno sguardo smarrito.

Ho immaginato di tenere tra le mani un orsacchiotto proprio come Peter Pan, ho chiuso gli occhi ma non mi sono addormentato, anzi. Non sono stato mai così sveglio come l’attimo in cui ho serrato le palpebre. E ho iniziato a pensare, a ripassare con il mio indice tra le righe di un diario scritto molto tempo fa, probabilmente prima ancora che io nascessi. Quindi ho sentito come un solletico sotto le piante dei piedi ed una piacevolissima leggerezza. E guardando verso il basso ho notato alcuni centimetri tra i miei piedi ed il pavimento. E ho iniziato a volare.

Ma proprio come l’appesantito Peter di Robin Williams, non appena mi sono reso conto di tutto ciò, nel momento in cui ne ho preso coscienza, ho riaperto gli occhi iniziando a precipitare. Una vertigine che mi ha riportato in basso velocemente fino a quando una vocina mi ha gridato di non mollare, di afferrarmi a quell’immagine. Tenere stretto quel pensiero felice. Non so se Trilly esista realmente, se immerso tra il sonno e la veglia sia stato io stesso a gridare.

Trovato il pensiero felice si ha la capacità di sconfiggere i più acerrimi nemici, tutti i Capitan Uncino che durante la giornata lavorano come formichine laboriose per destabilizzare, per colorare di grigio i paesaggi. Ed una volta riscoperto non deve essere più abbandonato, va custodito con cura in un forziere che nessun pirata potrà mai scovare. E coltivato sino a realizzarlo se è un desiderio, fino ad ottenerlo.

Sarà la spada affilata che spingerà Uncino tra le grinfie del coccodrillo, che consentirà di volare trapassando le nuvole più fitte andando scovare i raggi del sole. Un semplice pensiero, come una brezza di aria fresca in una giornata avvolta da caldo umido, potente come l’urlo di Peter Pan per risvegliare tutti i bimbi sull’isola che non c’è.

Afferrato il pensiero felice: “Capitan Uncino…che il duello abbia inizio”.

Al Prossimo Post.

Guglielmo Margio.

Foto da Unsplash.com e da Google per il Film Hook.

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. prosperinacatania ha detto:

    Il mio pensiero felice sei tu.

    Mi piace

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