8 Frasi Determinanti dell’Uomo che volò con le Aquile.

Omaggio ad Angelo D’Arrigo.

Ne ho potuto leggere solo la biografia, non ho avuto la fortuna di conoscerlo. Un siciliano che si alzava in volo utilizzando esclusivamente la resistenza dell’aria, un deltaplanista che ha fatto la storia del volo libero fornendo importantissimi materiali per la scienza. Un uomo alato innamorato della libertà, adrenalina e razionalità in un unico involucro. Che ha abbandonato la vita in volo, per ironia della sorte, come può capitare solo agli uomini che l’hanno davvero sfidata…la sorte.

Foto da Google Images (Corriere del Mezzogiorno)

E come spesso capita proprio questi uomini lasciano tracce indelebili, come graffi di una tigre sulla corteccia dell’albero della vita. Segni del loro passaggio, azioni e frasi che danno indicazioni. Non consigli detti esplicitamente ma messaggi sussurrati, da leggere tra le righe di una intervista, da carpire in uno sguardo cha traspare da una foto.

Foto da Google Images (Catania Pubblica tv)

Non è necessario quindi spiegare, sviluppare ragionamenti. Il semplice riportare alcune frasi può sollecitare in ognuno riflessioni, dare linfa vitale, aiutare nel superare ostacoli. Ed è quello che farò di seguito.

Foto dal Sito Unsplash.com

“Il germe della rinuncia non si dà mai facilmente per vinto. Come si combatte l’impulso a desistere? Con la determinazione.”

“Credo che la principale facoltà dell’essere umano sia quella di fare uso della propria intelligenza e fantasia; il connubio di questi due parametri fondamentali crea un’alchimia particolarmente fantastica, che può annullare il peso della terra come anche la leggerezza dell’aria.”

“In tanti mi hanno detto: è impossibile. Non conoscevano la “teoria del calabrone”. Il suo volo è tuttora un mistero di cui si è occupata anche la NASA. Dall’analisi di peso e forma del corpo in rapporto alla superficie e al profilo alari risulta semplicemente “no fly”: secondo le leggi dell’aerodinamica è impossibile che il calabrone stia sospeso in aria. Eppure ci sta. Qualcuno ha trovato una risposta. Tutto dice che il calabrone non potrebbe volare. Ma lui ci riesce perché non lo sa.”

Foto dal Sito Unsplash.com

Con gli anni ho imparato che un percorso è fatto di tante piccole tappe intermedie, più a portata di mano, prima della destinazione ultima. E’ un approccio che mi deriva dalla mia esperienza dell’arrampicata sportiva. Quando sei ancora in basso, arrampicato a una parete, ti sembra quasi impossibile arrivare in cima. Ma se intanto avanzi di un metro, dopo ti porrai il problema del successivo, e così via. Guardando soltanto a quello, mai alla cima lontana. Procedendo a piccoli passi, come in un labirinto, dove ogni svolta è fondamentale per trovare l’uscita.

La comunicazione non è necessariamente un fatto verbale, quanto un voler dire all’altro qualche cosa. Se con gli abitanti di Tozeur potevo parlare in francese, con i Tuareg potevo ricorrere ai gesti o ai disegni tracciati sulla sabbia, e a molti, molti sorrisi.”

Nei miei viaggi attraverso il mondo, i deserti, gli oceani, i mari, le montagne, ho avuto sempre momenti estremamente lunghi di solitudine. E la solitudine è il miglior modo per ritrovare se stessi. Sono le situazioni ovattate a consentirti di far emergere quella parte di te che altrimenti sarebbe repressa o comunque … Sconosciuta.

Foto dal Sito Unsplash.com

A contatto con la sofferenza fisica o psicologica, rimetti talmente in questione te stesso e i tuoi valori che, forse, la persona che sei all’uscita, se ne esci, non è più quella che è entrata. Nulla avviene per caso. Ogni episodio ha avuto un senso; … Dopo l’incidente di gara di alcuni anni prima, la mia disavventura libica mi ha spinto a mettere a fuoco ciò che volevo davvero. E mi ha insegnato a non disperare mai, una lezione che mi è stata poi di grande aiuto in molte circostanze, nelle solitudini della tundra siberiana come durante la lunga marcia verso l’Everest.

Molti mi chiedono che cosa mi spinga ad andare sempre oltre. Non è agonismo: con le sfide ho smesso da anni. Non è nemmeno il bisogno di misurarmi con i miei limiti, come a volte ho creduto.
No, è qualcosa di più semplice e intimo: l’istinto di esistere nella natura a modo mio. Un istinto che mi tiene sveglio la notte, che mi illumina e mi entusiasma.
Non seguirlo sarebbe tradire me stesso.

Questi frammenti di interviste e frasi sono tratti dal sito http://www.angelodarrigo.com che invito ognuno di voi a visitare.

Al prossimo Post.

Guglielmo Margio

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