Democrazia Digitale

L’era in cui ogni nostra scelta “sembra” libera.

Fuori piove. Non sento alcuna necessità di uscire e la cosa non mi ha sorpreso: una App lo aveva previsto. Non capisco se sia un bene, anche farsi sorprendere dalla pioggia non è più contemplato dal nostro modo di vivere attuale. Un tempo si ci si guardava intorno, oggi ci si concentra sullo schermo dello smartphone. Ma al diavolo ogni nostalgia! Roba da vecchi ancorati all’inizio degli anni 2000.

Dalla pioggia alla voglia di acquistare una buona bottiglia di whisky il passo è breve. Ma non esco di casa, non ne ho bisogno. Ho una App che mi consente di scegliere tra migliaia di etichette rimanendo seduto sul divano. Posso realizzare tutto in pochi minuti e, se fossi single, decidere anche una partner con cui condividere la bevuta. Fuori piove, io non mi muovo, ma lo fanno le mie dita cliccando sulle App a disposizione.

Rifletto. Mi fermo sostenendo con la mano sinistra lo schermo, il pollice della mano destra scorre dal basso verso l’alto le immagini degli hotel o delle case condivise, programmo un weekend, la mia prossima vacanza a basso costo. Mi fermo e rifletto.

Fuori piove e non sono costretto a recarmi presso un’agenzia di viaggi, non devo sottopormi alle intemperie umorali di gente allo sportello, non devo camminare per raggiungere un negozio né tantomeno essere costretto a buttarmi in una mischia di umani alla ricerca di un contatto. Ho tutto in una mano, libero di scegliere tra migliaia di opzioni. Mi fermo e rifletto, o perlomeno ci provo. Vivo in un enorme catalogo, mi viene in mente il caro vecchio Postal Market: chissà cosa penserebbero oggi i suoi innovativi fondatori.

Democrazia digitale!! Ecco ciò che sto vivendo da anni. Sostengo con una mano un mondo di scelte superando ogni tipo di intermediazione. Non sono costretto da altri, non devo recarmi in un negozio, posso non sottopormi all’antipatia domenicale di una commessa di un Centro Commerciale. Sono libero…libero di scegliere chinato su uno schermo. Che io mi trovi in autobus o sul mio divano, non cambia. Il fattore ambientale non ha più importanza. I luoghi sono come avvolti in una nebbia, non hanno significato: tutto è uguale nella grande democrazia digitale.

Fuori piove, non mi è mai dispiaciuta la pioggia in fondo. Non so se riuscirò a resistere alla tentazione di uscire comunque ed in ogni caso. Non necessariamente lo farò con l’obiettivo di scegliere qualcosa dall’immenso Catalogo in cui sono immerso. Forse farò solo due passi esercitando quello che reputo il mio bene più prezioso: essere incatenato alla mia voglia di libertà, alla mia voglia di imprevisto.

Della grande democrazia digitale ne farò uso più tardi, ne farò a meno per un altro pò.

Al prossimo Post.

Guglielmo Margio

Foto dal sito Unsplash.com

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